torna alla prima pagina

Carlo Rubbia
premio Nobel per "La Fisica" nel 1984

CERN

 


Carlo RubbiaCarlo Rubbia (Gorizia 1934) è il quarto scienziato italiano insignito del premio Nobel per la fisica, dopo Marconi, Fermi e Segrè.

Conclusi gli studi all’Università di Pisa, Rubbia si trasferì a New York, dove lavorò per circa un anno alla Columbia University.

Successivamente proseguì le sue ricerche all’Università “La sapienza”di Roma, e divenne, nel 1960 scienziato del CERN. Qui Rubbia propone un nuovo acceleratore in cui le particelle protone-antiprotone si scontrino frontalmente aumentando l’energia dello scontro.

Il CERN accetta la proposta di Rubbia e quindi è costretto a convertire il suo Sincrotrone in Superprotosincrotone. Lo scienziato lavora con il nuovo collisionatore per la  verifica della teoria unificata delle interazioni elettromagnetiche e deboli, intanto ottiene la cattedra di fisica all’Università di Harvad.

Nel 1984 ha ricevuto il premio Nobel per la fisica, insieme a Simon Van der Meer, collaboratore nella medesima ricerca, "per il contributo decisivo che ha portato alla scoperta delle particelle W+ e W-, mediatrici dell'interazione debole, una delle forze fondamentali dell'universo".

Il significato della scoperta di Rubbia e Van der Meer, al di là della motivazione ufficiale, risiede nel fatto di avere potuto accertare sperimentalmente la validità della teoria secondo la quale le forze elettromagnetiche e le forze nucleari deboli non sono totalmente distinte, ma esistono in forme mescolate, di cui sono esempio i bosoni, vettori intermedi da essi scoperti.

L'introduzione delle forze elettrodeboli implica un importante passo avanti nell'unificazione dei vari aspetti della natura dal cui completamento mancano ora soltanto le forze nucleari forti e le forze gravitazionali.
In particolare, il contributo dato specificamente da Rubbia alla scoperta consiste nell'avere avuto l'idea di come poter raggiungere le elevatissime energie necessarie per la formazione delle nuove particelle (facendo cioè lavorare il superprotosincrotrone del Cern come una macchina a fasci collidenti di protoni e di antiprotoni) e nell'avere seguito e coordinato la realizzazione dall'esperienza suggerita.

 

una scoperta riguardante l'energia solare 


Luigi Bauleo, Nicolò Bragantini, Simone Pavan, Filippo Piaggesi, Claudio Tommasi, Giulia Decarli
torna alla prima pagina