Nacque a Modica nel 1901, ma trascorse gli anni della sua infanzia tra i piccoli
paesi della Sicilia orientale e Messina, dove il padre, capostazione delle
ferrovie dello Stato, era stato chiamato per riorganizzare la stazione locale
distrutta in seguito al terribile terremoto del 1908. Qui vive per un lungo
periodo di tempo in un carro merci tra le macerie della città: esperienza di dolore tragica e precoce che ha lasciato un segno
profondo nell'animo del poeta.
Compiuti i primi studi a Messina e a Palermo,
dopo essersi diplomato con il titolo di geometra, nel 1919 si iscrisse alla
facoltà di agraria del Politecnico di Roma senza, però, completare gli studi.
Continuò tuttavia a scrivere mantenendosi grazie a lavori precari.
Scrisse le prime poesie, che pubblicò poi sul settimanale "Tempo", fra i 14 e i 20
anni nel periodo in cui strinse amicizia con Giorgio La Pira, fondatore della
rivista “Principi” e Salvatore Pugliatti, rettore
dell’Università di Messina, giurista, musicologo, critico d’arte, letterato e
scrittore.
Invitato nel 1929 dal cognato Elio Vittorini a Firenze entrò in contatto col gruppo di “Solaria”
(la rivista sulla
quale pubblicò le sue prime liriche nel 1930).
Sempre nel 1930 divenne redattore del settimanale "Tempo" (1938-40). Nel 1941
ricevette la nomina di professore di letteratura italiana presso il
conservatorio musica “Giuseppe Verdi” a Milano, dove insegnò fino al 1946. Nel 1950 gli venne assegnato il
premio San Babila, mentre nel 1953 ricevette il premio Etna-Taormina, assieme al
poeta Dylan Thomas.
Il 10 dicembre 1959 a Stoccolma Salvatore ricevette il premio Nobel per la
letteratura e lesse il discorso “Il poeta e il politico” che venne pubblicato
l'anno successivo, nell'omonimo volume che raccoglie i principali scritti
critici dell'autore. A sostenere la sua candidatura al prestigioso premio ci
furono Francesco Flora, critico letterato e Carlo Bo, docente di letteratura
francese e rettore dell’Università di Urbino.
La relazione dell’Accademia
svedese per il Nobel menzionò il grande contributo di Quasimodo come traduttore
della letteratura dell’antichità classica e delle liriche greche. Nello stesso
anno venne colpito da un infarto mentre era in visita in Unione Sovietica dove
venne trattenuto a lungo in ospedale.
Il poeta morì il14 giugno 1968, all’età di sessantasette anni, a seguito di
un’emorragia cerebrale, mentre presiedeva ad Amalfi un premio di poesia.
Le sue raccolte
più importanti furono:
• 1930 Acque e terre
(1942 Ed è subito sera, con la quale si chiude così il
primo periodo della sua poesia che si può definire «ermetico» per l'interesse
dato alla «parola pura, e Vicolo);
• 1932 Oboe sommerso;
• 1936 Erato e Apollion;
• 1946 Giorno dopo giorno
Alice Guardalben,
Elisa Egizio, Luigi Bauleo
prof.ssa Frida
Galvanini