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Salvatore Quasimodo
premio Nobel per La Letteratura nel 1959

biografia


Nacque a Modica nel 1901, ma trascorse gli anni della sua infanzia tra i piccoli paesi della Sicilia orientale e Messina, dove il padre, capostazione delle ferrovie dello Stato, era stato chiamato per riorganizzare la stazione locale distrutta in seguito al terribile terremoto del 1908. Qui vive per un lungo periodo di tempo in un carro merci tra le macerie della città: esperienza di dolore tragica e precoce che ha lasciato un segno profondo nell'animo del poeta.

Compiuti i primi studi a Messina e a Palermo, dopo essersi diplomato con il titolo di geometra, nel 1919 si iscrisse alla facoltà di agraria del Politecnico di Roma senza, però, completare gli studi. Continuò tuttavia a scrivere mantenendosi grazie a lavori precari.
Scrisse le prime poesie, che pubblicò poi sul settimanale "Tempo", fra i 14 e i 20 anni nel periodo in cui strinse amicizia con Giorgio La Pira, fondatore della rivista “Principi” e Salvatore Pugliatti, rettore dell’Università di Messina, giurista, musicologo, critico d’arte, letterato e scrittore.

Invitato nel 1929 dal cognato Elio Vittorini a Firenze entrò in contatto col gruppo di “Solaria” (la rivista sulla quale pubblicò le sue prime liriche nel 1930).

Sempre nel 1930 divenne redattore del settimanale "Tempo" (1938-40). Nel 1941 ricevette la nomina di professore di letteratura italiana presso il conservatorio musica “Giuseppe Verdi” a Milano, dove insegnò fino al 1946. Nel 1950 gli venne assegnato il premio San Babila, mentre nel 1953 ricevette il premio Etna-Taormina, assieme al poeta Dylan Thomas.

Il 10 dicembre 1959 a Stoccolma Salvatore ricevette il premio Nobel per la letteratura e lesse il discorso “Il poeta e il politico” che venne pubblicato l'anno successivo, nell'omonimo volume che raccoglie i principali scritti critici dell'autore. A sostenere la sua candidatura al prestigioso premio ci furono Francesco Flora, critico letterato e Carlo Bo, docente di letteratura francese e rettore dell’Università di Urbino.

La relazione dell’Accademia svedese per il Nobel menzionò il grande contributo di Quasimodo come traduttore della letteratura dell’antichità classica e delle liriche greche. Nello stesso anno venne colpito da un infarto mentre era in visita in Unione Sovietica dove venne trattenuto a lungo in ospedale.

Il poeta morì il14 giugno 1968, all’età di sessantasette anni, a seguito di un’emorragia cerebrale, mentre presiedeva ad Amalfi un premio di poesia.

Le sue raccolte più importanti furono:

1930
Acque e terre (1942 Ed è subito sera, con la quale si chiude così il primo periodo della sua poesia che si può definire «ermetico» per l'interesse dato alla «parola pura, e Vicolo);
1932 Oboe sommerso;
1936 Erato e Apollion;
1946 Giorno dopo giorno

 


Alice Guardalben, Elisa Egizio, Luigi Bauleo
prof.ssa Frida Galvanini