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Alfred Bernhadr Nobel
Stoccolma 18
33 - Sanremo 1896

Nobel Museum
 

 


Una delle poche immagini di Alfred Nobel    Lo svedese Alfred Bernhard Nobel fu chimico, inventore e industriale.

A San Pietroburgo si era stabilito il padre nel 1842, qui aveva impiantato il proprio laboratorio e proprio lì il giovane Alfred ricevette le prime lezioni di chimica, facendo i primi esperimenti con gli esplosivi
La sua invenzione più importante, la dinamite, gli fruttò una fortuna considerevole e fornì la base finanziaria per l'istituzione del premio Nobel.
Insieme al padre Immanuel, egli stesso inventore e industriale, Alfred Nobel iniziò nel 1862 la fabbricazione della nitroglicerina, in una fabbrica nei pressi di Stoccolma.
Nel 1864 un'esplosione uccise cinque persone, tra le quali il fratello minore di Nobel, Emil.

Studiando un metodo sicuro per trattare la nitroglicerina, Nobel scoprì che un materiale organico compatto, la farina fossile, o la polvere di diatomee che alla fine utilizzò, assorbiva il liquido della nitroglicerina riducendone la volatilità.
 
I Nobel diedero un contributo significativo alla forza navale russa, impegnata a difendersi dagli inglesi, fornendo le preziose mine sottomarine, micidiale invenzione che preluse alla carriera di industriali di primo piano nella Russia zarista del secondo Ottocento dei fratelli di Alfred , che detenevano il controllo dell'industria siderurgica e petrolifera a Baku, capitale dell'Azerbaijan ricca di giacimenti di gas e combustibili; la loro compagnia petrolifera gareggiava con le fortune dei Rothschild, anch'essi impegnati nell'affare azero. 

In seguito realizzò le gelatine esplosive (1875) e la balistite (1888), esplosivi ancor oggi assai diffusi.

L'enorme ricchezza accumulata con i brevetti delle sue invenzioni (355) e con lo sfruttamento dei pozzi petroliferi di Baku, fu da lui destinata per testamento alla costituenda Fondazione Nobel per assegnare i premi che portano il suo nome.

testamento


Luigi Bauleo, Nicolò Bragantini, Simone Pavan, Filippo Piaggesi, Claudio Tommasi, Pietro Sartori
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