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Eugenio Montale |
Eugenio
Montale nacque a Genova il 12 Ottobre
1896. Visse gran parte della giovinezza nella città natale e a
Monterosso, nelle cinque terre, dove i Montale
possedevano una villa. Il meraviglioso paesaggio ligure sarà fonte di
ispirazione per la sua poesia. Dopo aver frequentato a Torino l’istituto
Vittorino da Feltre si diede allo studio del
canto lirico sotto la guida del baritono Ernesto Sivori,
ma smise presto, pur restando appassionato
cultore di musica operista come d’ogni altro genere musicale. Appena
ventenne partecipò, con il grado di sottotenente di cavalleria, alla prima
guerra mondiale: esperienza che non mancò di esercitare su di lui un
notevole influsso.
Nel 1922 Montale andò a Torino, ove seguì con assiduità la vita culturale cittadina
(a questo periodo risale la sua collaborazione a “Primo Tempo”, rivista da
lui stesso fondata insieme a Sergio Solmi e Giacomo Debbenedetti).
Nel 1927 lavorò a Firenze presso la casa editrice Bemporad.
Sempre a Firenze nel 1929 assunse la direzione del Gabinetto scientifico-letterario Viesseux,
ufficio che dovette però lasciare nel 1938 per la sua mancata adesione al
partito fascista (rimase fermo nel suo atteggiamento di silenziosa ostilità
a regime).
Nel periodo fiorentino Montale fu redattore e collaboratore della rivista “Solaria”.
Collaborò anche alla “Fiera letteraria” e al “Corriere della sera”, di cui
firmò critico musicale.
Conobbe a Firenze
le donne più importanti della sua
vita: la moglie, Drusilla Tanzi, e l’amica
americana Irma Brandeis nota ai lettori come
Clizia, donna angelo terribile
e dolce che ispirò le liriche più intense delle raccolte “Le
occasioni” e “La bufera”.
È questo il periodo in cui si va delineando la figura di Montale poeta.
Proprio a Firenze
ottenne nel 1932 un primo modesto riconoscimento: il premio dell’Antico
Fattore, a seguito della pubblicazione della silloge "La casa dei
doganieri" e altri versi. Partecipò alla Resistenza insieme a vari
scrittori e intellettuali fiorentini. Solo nel 1948 Montale si trasferì a
Milano dove continuò la sua attività di scrittore e di giornalista.
Intensa fu la sua partecipazione alla vita culturale italiana e europea.
Toccarono, meritamente, al Montale riconoscimenti prestigiosi: nel 1964
l’Università di Cambridge gli conferì la laurea "honoris causa"; nel
1966 fu nominato senatore a vita, nel 1975 fu insignito nel premio Nobel per
la letteratura.
Folta è la produzione
di Montale poeta e prosatore, ma le opere che gli hanno dato una notorietà
quale pochi scrittori italiani conobbero in vita, sono le celebri raccolte
liriche "Ossi di seppia","Le occasioni",
"La bufera e altro”, cui si sono aggiunte
"Diario del '71 e del '72" e
“Satura e quaderno dei
quattro anni”.
Visse gli ultimi anni
della sua vita a Milano, città che prediligeva perché anonima e discreta.
Morì il 12 Settembre 1981.
Andrea Avesani, Matteo Murari, Lorenzo Natale, Davide Ruspini