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Camillo Golgi
premio Nobel per "La Medicina" nel 1906


 

Medico italiano. Seguendo le orme del padre, anch’esso medico, Golgi si laureò in medicina presso l’università di Pavia, nel 1865.
Dopo avere lavorato per breve tempo in un ospedale per il trattamento delle malattie mentali, in cui ebbe come maestro il medico Cesare Lombroso, si dedicò agli studi di anatomia microscopica.

Nel 1873, quando esercitava la professione di medico in un ospedale ad Abbiategrasso, effettuò in un piccolo laboratorio un’importante scoperta: la messa a punto di una nuova tecnica di fissazione e colorazione delle cellule nervose, che egli sottoponeva alla cosiddetta reazione cromoargentica (in cui utilizzava bicromato di potassio e nitrato d’argento). Grazie ad essa, egli riuscì a evidenziare nitidamente al microscopio la struttura fine delle cellule nervose e dei loro prolungamenti; tale metodologia ha notevolmente facilitato lo studio dei processi e delle delicate ramificazioni delle cellule.

Golgi effettua ricerche sulle cause della malaria e determina le tre forme del parassita e i tre tipi di febbre.
Dopo studi prolungati, nel 1890 trova il mezzo per fotografarne le fasi più caratteristiche.

Nel 1898 scoprì un sistema di membrane interno alle cellule, che dal suo nome fu detto apparato di Golgi. Autorevoli rimangono anche i suoi studi sulla malaria.

Nel 1906, divide il Premio Nobel per la medicina, con Santiago Ramón y Cajal, per il loro lavoro svolto sulla struttura del sistema nervoso.

teoria della rete nervosa diffusa


 Mattia Antonello, Alberto Corsi, Nobis Jury, Andrea Peretti, Alessio Quintarelli
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