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Riccardo Giacconi
premio Nobel per "La Fisica" nel 2002

Centro ricerca Progetto San Marco

Riccardo GiacconiNato a Genova il 6 ottobre del '31, Riccardo Giacconi ha conseguito la laurea in fisica presso l'università di Milano discutendo una tesi sui raggi cosmici. Nel 1959 è entrato nell'ASE ("American Science and Engineering"), una compagnia privata di Cambridge (Massachussetts) con, a quell'epoca, ventotto impiegati. Dieci anni dopo, l'ASE aveva un personale di 500 unità e portava avanti ricerche spaziali commissionate e finanziate dal Dipartimento della Difesa USA e dalla Nasa.
Con i suoi collaboratori, Giacconi sviluppò i primi telescopi per raggi X ad incidenza radente e riuscì a lanciarli a bordo di razzi.

In questo modo, nel 1962 scoprì Sco X-1, la prima sorgente extraterrestre di raggi X. Solo un anno dopo lo scienziato iniziò a progettare un satellite interamente dedicato allo studio delle sorgenti astronomiche altamente energetiche. Il satellite fu costruito fra il '66 e il '70 e lanciato nel 1970 dalla base S.Marco in Kenia. Questo paese aveva appena ottenuto l'indipendenza e per questo il satellite prese il nome di Uhuru ("Libertà" in swahili, la lingua ufficiale del Kenia).

Uhuru fu un grande successo: attraverso una "survey", cioè una ricognizione a tappeto del cielo, furono infatti scoperte ben 339 sorgenti di raggi X.
In questo periodo Giacconi si interessò anche alle osservazioni solari nella banda dei raggi X che furono effettuate per la prima volta con un telescopio portato a bordo dello Skylab. Chiamato nel 1973 all'"Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics", Giacconi guidò la costruzione del potente osservatorio HEAO-2, ribattezzato Telescopio Einstein e lanciato nel 1978.

Nel 1981, "inventata", sviluppata e portata a piena maturità l'astronomia a raggi X, Giacconi intraprese un nuovo iter di ricerca nell'astronomia ottica spaziale. In quell'anno, infatti, divenne il primo direttore dello "Space Telescope Institute" presso la John Hopkins University di Baltimora (USA) che forgiò personalmente, guidando tutti i programmi di ricerca scientifica.

Nel 1993 Giacconi assunse la direzione dell'ESO ("European Southern Observatory") ed iniziò la costruzione del più grande interferometro ottico: il "Very Large Telescope", un insieme di 4 telescopi di 8.2 metri di diametro ognuno, capaci di lavorare anche insieme trasformandosi in un sistema con capacità di raccolta di luce pari a quella di un telescopio di 16 metri di diametro e con una risoluzione ben maggiore di quella di qualsiasi altro telescopio esistente.
Nello stesso periodo il Prof. Giacconi approvò il progetto dell'Osservatorio di Capodimonte per la realizzazione del telescopio VST da affiancare al VLT, ed attualmente in fase di costruzione a Napoli.

Nel 1999 Giacconi tornò negli Stati Uniti per assumere la presidenza delle "Associated Universities" americane che controllano l'NRAO ("National Radio Astronomy Observatory").

Nel Febbraio 2005, a Riccardo Giacconi è stata conferita dal Presidente degli Stati Uniti la Medaglia Nazionale per le Scienze in riconoscimento dei suoi "contributi fondamentali al progresso della conoscenza".

Krizia Alecci, Debora Dai Prè, Giulia De Marchi, Martina Pinaroli, Giovanni Damoli
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