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| Grazia
Deledda |
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Martina Mantovani, Brenda
Ogundigie, Marta Zanotti
Grazia Deledda nacque a Nuoro in Sardegna in una
numerosa famiglia; benestante, il 27 settembre 1871.
Dopo le elementari ebbe il beneficio di
poter studiare con lezioni private litaliano e il francese, ma nonostante gli studi
continuò a scrivere nella forma dialettale sarda, infatti la maggior parte dei suoi
lettori la giudica rozza e illetterata.
Inizia a scrivere all'età di 17 anni
riuscendo a collaborare anche con la famosa rivista femminile "Ultima moda". In
seguito alle numerose critiche dei genitori e degli editori della rivista, Grazia
abbandona lo stile approssimativo e dialettale e si dedica in modo approfondito alla
descrizione dei personaggi e del paesaggio che la circonda. I protagonisti
nei romanzi deleddiani sono delle persone passionali, però le loro azioni rimangono
comprensibili. Grazia Deledda ebbe un'unica fonte di ispirazione per i suoi romanzi e
racconti: la nativa Sardegna, vista e vissuta nei suoi aspetti più arcaici e non senza un
certo compiacimento folkloristico.
Il mondo di
Deledda era quello dei pastori, dei signorotti di campagna, un mondo
caratterizzato da una rigida chiusura verso ogni influenza esterna. I suoi
romanzi riescono a coinvolgere il lettore nel racconto perché Deledda riesce a
creare l’atmosfera della colpa e il senso fatale del delitto. All’autrice non
piace descrivere un ambiente regionale, dunque, il paesaggio della Sardegna
appare in un’ambientazione fiabesca.
Il suo stile comincia così a personalizzarsi
avvicinandosi talvolta al Verismo di Giovanni Verga, al Decadentismo di Gabriele Dannunzio
e alle opere di Leone Tolstoj.
Nel 1900 sposa Palmiro Madesani, funzionario
ministeriale della guerra conosciuto a Cagliari nell'ottobre 1899 e in seguito al
suo matrimonio si trasferì a Roma. Il 3 dicembre nacque il primogenito Sardus. Dopo
questi eventi Grazia Deledda scrisse vicende riguardanti storie d'amore, di dolore,
di morte e di passioni.
Il suo primo romanzo fu: "Fior di
Sardegna" nel 1892 seguito da "Anime oneste" nel 1895, da "Elias Portolu" nel 1900 (oscar per la narrativa nel 1998), "Cosima" 1937
(oscar per
la narrativa 1998), "Cenere" 1904 ( oscar per la narrativa 1999),
"Canne al vento" 1913, "Marianna Sirca" 1915 ( oscar per la narrativa
1999).
Il 10 settembre 1926 le venne assegnato
il premio Nobel per la letteratura: la prima scrittrice italiana finora
premiata. Grazia Deledda non fu premiata come iniziatrice di un genere ma,
l’argomento delle sue opere, il suo linguaggio, la sua sensibilità la
collocavano perfettamente all’incrocio tra Realismo e Idealismo.
Morì a Roma nel 1936 , fu sepolta a Nuoro nella
chiesa della solitudine.
prof.ssa Frida Galvanini