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Grazia Deledda
premio Nobel per "La Letteratura" nel 1926

 


Grazia Deledda nacque a Nuoro in Sardegna in una numerosa famiglia; benestante, il 27 settembre 1871. Dopo le elementari ebbe il beneficio di poter studiare con lezioni private l’italiano e il francese, ma nonostante gli studi continuò a scrivere nella forma dialettale sarda, infatti la maggior parte dei suoi lettori la giudica rozza e illetterata.

Inizia a scrivere all'età di 17 anni riuscendo a collaborare anche con la famosa rivista femminile "Ultima moda". In seguito alle numerose critiche dei genitori e degli editori della rivista, Grazia abbandona lo stile approssimativo e dialettale e si dedica in modo approfondito alla descrizione dei personaggi e del paesaggio che la circonda. I protagonisti nei romanzi deleddiani sono delle persone passionali, però le loro azioni rimangono comprensibili. Grazia Deledda ebbe un'unica fonte di ispirazione per i suoi romanzi e racconti: la nativa Sardegna, vista e vissuta nei suoi aspetti più arcaici e non senza un certo compiacimento folkloristico.

Il mondo di Deledda era quello dei pastori, dei signorotti di campagna, un mondo caratterizzato da una rigida chiusura verso ogni influenza esterna. I suoi romanzi riescono a coinvolgere il lettore nel racconto perché Deledda riesce a creare l’atmosfera della colpa e il senso fatale del delitto. All’autrice non piace descrivere un ambiente regionale, dunque, il paesaggio della Sardegna appare in un’ambientazione fiabesca.
Il suo stile comincia così a personalizzarsi avvicinandosi talvolta al Verismo di Giovanni Verga, al Decadentismo di Gabriele Dannunzio e alle opere di Leone Tolstoj.

Nel 1900 sposa Palmiro Madesani, funzionario ministeriale della guerra conosciuto a Cagliari nell'ottobre 1899 e in seguito al suo matrimonio si trasferì a Roma. Il 3 dicembre nacque il primogenito Sardus. Dopo questi eventi Grazia Deledda scrisse vicende riguardanti storie d'amore, di dolore, di morte e di passioni.

Il suo primo romanzo fu: "Fior di Sardegna" nel 1892 seguito da "Anime oneste" nel 1895, da "Elias Portolu" nel 1900 (oscar per la narrativa nel 1998), "Cosima" 1937 (oscar per la narrativa 1998), "Cenere" 1904 ( oscar per la narrativa 1999), "Canne al vento" 1913, "Marianna Sirca" 1915 ( oscar per la narrativa 1999).

Il 10 settembre 1926 le venne assegnato il premio Nobel per la letteratura: la prima scrittrice italiana finora premiata. Grazia Deledda non fu premiata come iniziatrice di un genere ma, l’argomento delle sue opere, il suo linguaggio, la sua sensibilità la collocavano perfettamente all’incrocio tra Realismo e Idealismo. Morì a Roma nel 1936 , fu sepolta a Nuoro nella chiesa della solitudine.
 


Martina Mantovani, Brenda Ogundigie, Marta Zanotti
prof.ssa Frida Galvanini
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