Giosuè Carducci nacque a
Val di Castello (Lucca) nel 1835, figlio di un medico condotto, carbonaro e
mazziniano. il giovane Giosuè trascorse felicemente la sua infanzia fino al
1848, quando il padre dovette trasferirsi perché accusato di attività
antigovernativa. A Bolgheri e a Castagneto, il giovane Carducci intraprese i
primi studi e fece le prime letture, sotto la guida del padre che aveva una
buona cultura classica. Studiò presso la Scuola Normale di Pisa, dove ottenne il
diploma in magistero.
Nel 1860 iniziò
l'attività accademica all'Università di Bologna, dove insegnò letteratura
italiana fino al 1904.
La sua poesia intanto, sotto l'influsso delle letterature straniere ed in
particolare di quella francese e tedesca, divenne sempre più improntata di
laicismo mentre le sue idee politiche andavano orientandosi in senso
repubblicano.
Colpito
nel giro di due anni da due gravi lutti (nel 1857 morì il fratello Dante ucciso
dal padre che nel 1858 si suicidò). Carducci trascorse un periodo di
grande sconforto che espresse attraverso alcune sue liriche ricordando il
"colle" dove ebbe luogo la tragedia, ma nel 1859 il matrimonio con la cugina
Elvira Menicucci, dalla quale ebbe quattro figli, lo aiutò a superare il forte
lutto.
Carducci fondò la "Felsinea", una loggia massonica. Il legame alla massoneria e all'unione democratica gli costò come punizione la richiesta da parte del ministro Broglio del trasferimento alla cattedra di Letteratura Latina di Napoli, trasferimento che Carducci rifiutò.
Nel 1899 pubblicò la sua ultima raccolta di versi "Rime e Ritmi" e nel 1904 fu costretto a lasciare l'insegnamento per motivi di salute. Nel 1906 l' Accademia di Svezia gli conferì il premio Nobel per la letteratura,motivandolo con la sua approfondita ricerca critica, la sua freschezza di stile e la forza lirica che caratterizza i suoi molti capolavori.
Nel 1871 il poeta conobbe Carolina Cristofori Piva con la quale iniziò un fitto scambio epistolare sfociato nel 1872 in una relazione amorosa. Alla quale dedicherà molti dei suoi versi e fu proprio in questo periodo che la fama del poeta si consolidò. Di questi anni è l'ampia produzione poetica che verrà raccolta in "Rime Nuove" e in "Odi barbariche".
Morì a Bologna nel 1907.
Beatrice
Caprini, Giulia Decarli, Andrea Marcolini,
Matteo Murari
prof.ssa Frida Galvanini